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L’invito in una mozione approvata ieri a maggioranza in consiglio comunale in cui si chiede pure il riconoscimento del 14 aprile come giornata ufficiale di commemorazione
San Giuliano Terme, venerdì 3 aprile 2026 – Arriverà anche sui tavoli del governo la mozione approvata ieri sera (giovedì 2 aprile) dal consiglio comunale di San Giuliano Terme che, invita l’esecutivo “a riconoscere formalmente la campagna di al-Anfal come atto di genocidio contro il popolo curdo” e “a dedicare una giornata per il ricordo” di quel massacro “tenendo in considerazione che il 14 aprile è il giorno ufficiale per la commemorazione delle vittime dell’operazione al-Anfal in Kurdistan’’.
La mozione, che ha avuto il via libera con il voto favorevole della maggioranza di centro-sinistra e l’astensione della minoranza di destra, “esprime anche la massima solidarietà al popolo curdo, ancora oggi oggetto di discriminazione e privo di un proprio Stato” e chiede al governo che sia promossa una campagna di “sensibilizzazione verso la comunità internazionale e l’opinione pubblica circa le persecuzioni storiche e contemporanee subite dal popolo curdo”.
L’al-Anfal è la campagna militare che, fra il 1986 e il 1988, il regime iracheno di Saddam Hussein scatenò contro il popolo curdo, una delle più brutali operazioni di genocidio perpetrata attraverso deportazioni, massacri e uso di armi chimiche: furono uccisi 180mila curdi, tra cui donne, bambini e anziani. Solo nell’attacco di Halabja, nel marzo 1988, 5mila civili morirono in poche ore a causa del gas nervino e dell’iprite, interi villaggi furono svuotati e decine di migliaia di curdi deportati in campi di detenzione e spariti nel nulla. Quattro mila i villaggi rasi al suolo, spesso minati per impedirne la ricostruzione.
Con la mozione approvata ieri il comune di San Giuliano Terme ha aderito all’appello lanciato dall’Unione delle donne italiane e kurde (Udik) già accolto da molte altre amministrazioni comunali, fra cui anche Torino e Firenze. Oltreché alla presidente del consiglio Giorgia Meloni e al ministro degli esteri Antonio Tajani, il testo sarà inviata anche alla presidente della commissione Ue, a quello del Parlamento Europeo, al segretario generale delle Onu e alle ambasciate in Italia di Turchia, Siria, Iran e Iraq.